Sulle pendici dei Colli Albani, a sud-est di Roma, la vite si coltiva da secoli. I suoli di origine vulcanica, il sole e la brezza che sale dal mare hanno fatto di queste colline la cantina storica della capitale: per generazioni il vino dei Castelli è sceso a Roma per riempire le osterie della città. Oggi le denominazioni sono diverse, ma tre nomi riassumono bene l'identità della zona: Frascati, Cannellino e Marino.
Frascati DOC: una delle prime denominazioni d'Italia
Il Frascati è stato riconosciuto come DOC nel 1966, tra le primissime denominazioni di origine controllata italiane. È un vino bianco prodotto con un uvaggio dominato dalle Malvasie (la Malvasia bianca di Candia e la Malvasia del Lazio, detta anche puntinata), affiancate da Trebbiano, Greco, Bellone e Bombino. Il risultato è un bianco fresco, sapido, dai profumi floreali e fruttati, che accompagna con naturalezza la cucina romana: dai fritti ai primi piatti, fino alla porchetta.
La zona di produzione abbraccia Frascati e alcuni comuni vicini, sulle colline che guardano verso Roma. Passeggiando tra le Ville Tuscolane e le strade che salgono verso Monte Porzio Catone e Montecompatri, i filari sono una presenza costante del paesaggio.
Frascati Superiore e Cannellino: le DOCG del 2011
Nel 2011 due tipologie hanno fatto un passo in più, ottenendo la Denominazione di Origine Controllata e Garantita:
- Frascati Superiore DOCG: un bianco secco più strutturato, con rese più contenute e regole di produzione più severe rispetto alla DOC.
- Cannellino di Frascati DOCG: la versione dolce, ottenuta da uve raccolte tardivamente. È il vino da fine pasto della tradizione locale, da provare con i dolci secchi e la pasticceria dei Castelli.
Marino DOC, il vino delle fontane
A pochi chilometri da Frascati, Marino ha una propria denominazione, la Marino DOC, riconosciuta nel 1970. Anche qui protagonista è la Malvasia bianca di Candia, che secondo il disciplinare deve costituire almeno la metà dell'uvaggio del Marino bianco, insieme ad altri vitigni del territorio come Malvasia del Lazio, Trebbiano, Bellone, Greco e Bombino.
Il nome di Marino è legato soprattutto alla celebre Sagra dell'Uva, che si svolge ogni anno nei giorni intorno alla prima domenica di ottobre: il momento più atteso è quando la Fontana dei Quattro Mori, in piazza, smette di versare acqua e comincia a versare vino. Una festa nata negli anni Venti del Novecento e ancora oggi capace di richiamare migliaia di visitatori.
Esiste infine anche una denominazione d'area più ampia, la Castelli Romani DOC, che comprende vini bianchi, rossi e rosati prodotti in diversi comuni della zona.
Come organizzare una giornata tra le cantine
Molte aziende vinicole dei Castelli propongono visite e degustazioni, spesso su prenotazione. Il consiglio è contattare direttamente le cantine con qualche giorno di anticipo, soprattutto se siete un gruppo numeroso, e chiedere se l'accesso è adatto anche ai bambini. Il periodo più suggestivo è quello della vendemmia, tra fine estate e inizio autunno, quando i colli si animano e le feste del vino si moltiplicano nei paesi.
Da Ciampino le prime cantine dei Castelli si raggiungono in auto in circa 15-30 minuti, traffico permettendo. Al rientro, una bottiglia di Frascati appena acquistata e la cucina completa della villa bastano per trasformare la cena in una piccola festa di famiglia, all'aperto in giardino o su una delle terrazze.
Una base tra le vigne e Roma
Villa Ennio è a Ciampino, ai piedi dei Castelli Romani: piscina privata, giardino, tre terrazze e cucina completa per gruppi fino a 13 ospiti.